Priorità in materia ambientale della Presidenza italiana dell’UE - Sud in Europa

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Priorità in materia ambientale della Presidenza italiana dell’UE

Archivio > Anno 2003 > Ottobre 2003
di Micaela FALCONE    

Le principali linee di azione comunitaria per la tutela dell’ambiente sono state tracciate nel corso degli ultimi anni in occasione dei Consigli Europei di Lisbona nel 2000, di Goteborg nel 2001 e di Barcellona nel 2002, con l’elaborazione di strategie finalizzate al raggiungimento in Europa di standard elevati di crescita economica eco-efficiente.
Il Vertice Mondiale sullo Sviluppo Sostenibile svoltosi a Johannesburg nell’agosto 2002 ha indicato i programmi per l’integrazione della dimensione ambientale nelle strategie dello sviluppo ed ha riconosciuto il ruolo positivo e necessario delle imprese e della comunità degli affari per coniugare crescita economica e protezione dell’ambiente, ponendo termine alla teoria ed alla pratica del conflitto tra ambiente e sviluppo.
In questo panorama si inseriscono i lavori della Presidenza italiana dell’UE che, basandosi sul tema guida “l’ambiente come opportunità”, ha orientato il secondo semestre 2003 verso l’integrazione della dimensione ambientale nella strategia dello sviluppo e della crescita economica dell’Europa allargata, con l’obiettivo di realizzare una politica ambientale comunitaria basata su azioni positive, interventi mirati ed accordi volontari tra Amministrazioni pubbliche ed imprese, piuttosto che sul sistema dei divieti e del controllo delle burocrazie ambientali.
A tal fine è prevista l’individuazione da parte del Consiglio di indicatori chiave ambientale quale strumento per il riesame annuale della strategia dell’Unione Europea per lo sviluppo sostenibile. La lista di tali indicatori verrà adottata al Consiglio Ambiente di fine ottobre e successivamente trasmessa al Consiglio Europeo di dicembre.
Uno degli obiettivi più ambiziosi comprende l’integrazione delle politiche ambientali ed energetiche.
La Presidenza Italiana, in occasione dell’incontro dei ministri dell’Ambiente e dell’Energia dei paesi membri svoltosi a Mon-tecatini il 18 luglio 2003, ha promosso un nuovo dialogo sulla tutela dell’ambiente e le esigenze produttive al fine di integrare gli interventi di protezione del clima con le misure volte a garantire la sicurezza di approvvigionamento energetico e lo sviluppo di energie rinnovabili.
Obiettivo primario, nel complesso quadro delle attività volte alla realizzazione degli impegni assunti in tal senso con il Protocollo di Kyoto, consiste nell’avviare una più salda cooperazione con la Russia nei settori energetico ed ambientale che porti alla ratifica da parte di quest’ultima del Protocollo stesso, conferendo maggiore credibilità all’impegno europeo e consentendo di collocare in un contesto internazionale le direttive europee per lo scambio di emissioni.
A tale riguardo, durante la Presidenza Italiana i Paesi membri dell’UE hanno approvato il 22 luglio 2003 la direttiva sullo scambio di quote di emissione di gas ad effetto serra, secondo la quale a partire dal primo gennaio 2005 sarà introdotto un sistema europeo di compravendita basato sul mercato dei permessi di emissione e sul riconoscimento dei crediti derivanti dai meccanismi flessibili previsti dal Protocollo do Kyoto. Si tratta di un articolato sistema normativo che stabilisce i meccanismi di funzionamento del mercato internazionale, attraverso il quale le aziende che giudicano troppo costoso il processo di modernizzazione dei sistemi per ridurre le emissioni nocive potranno acquistare il permesso di produrre emissioni aggiuntive da un’altra impresa che ha investito in nuove tecnologie ed è quindi in grado di vendere le proprie quote. Un tale regime permette una certa flessibilità nel rispetto degli obiettivi posti dai Governi di appartenenza delle imprese senza inconvenienti complessivi per l’ambiente e favorisce lo sviluppo e l’uso di tecnologie pulite sulla scorta dei profitti derivanti dalla rivendita dei diritti di emissione.
A livello europeo il provvedimento interesserà circa 30 Paesi e le imprese che parteciperanno al sistema saranno disciplinate dalle rispettive autorità nazionali e dalla Commissione che vigilerà nel rispetto del principio di sussidiarietà.
Particolare attenzione sarà inoltre rivolta durante questo semestre di Presidenza italiana – come annunciato durante l’ultima riunione in agosto dei Ministri dell’Ambiente e dell’Energia - al tema delle innovazioni tecnologiche intese come presupposto necessario per assicurare più alti standard di tutela dell’ambiente (attraverso l’introduzione di forme di energia pulita e/o rinnovabile e la riduzione dei consumi energetici) nonché per favorire la crescita economica e l’occupazione all’interno dell’ Unione Europea.
Tra le priorità indicate, il Consiglio ha manifestato la volontà di giungere al più presto all’adozione della Direttiva sull’accesso del Pub-blico alla giustizia in materia ambientale, volta a recepire i principi della Convenzione di Aarhus nella legislazione comunitaria con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sui problemi ambientali ed ottenere comportamenti più eco-compatibili favorendo l’accesso all’informazione e la loro partecipazione al processo decisionale. Particolare interesse sarà rivolto infine alle problematiche relative a prodotti chimici, OGM, rifiuti e monitoraggio dei gas ad effetto serra.
La Presidenza italiana si impegnerà per giungere all’adozione dei provvedimenti legislativi relativi alle tematiche ambientali di maggior rilievo attualmente oggetto di copiose proposte normative.
In particolare, entro novembre il Consiglio sarà chiamato ad effettuare un primo esame della proposta legislativa della Commissione sui prodotti chimici. Sarà intrapreso inoltre il lavoro sul regolamento destinato a favorire la riduzione e migliorare il monitoraggio dei gas fluorurati ad effetto serra, finalizzato ad introdurre alcune restrizioni d’uso in conformità con quanto disposto dal Programma europeo sui Cambiamenti Climatici.
Verranno inoltre avviati i lavori sull’emendamento relativo alla Direttiva sui rifiuti elettronici ed elettrotecnici, nonché sulla IV Direttiva sulla qualità dell’aria. Si auspica altresì di giungere ad una posizione comune sulle Direttive in merito alle acque di balneazione, alle macchine mobili non stradali e sulla tracciabilità ed etichettatura di OGM. Infine, verrà conclusa la seconda lettura sulla Direttiva “rifiuti da imballaggi”.
Numerose le comunicazioni e gli eventi in programma: il Consiglio continuerà a lavorare in stretto contatto con la Commissione per ottenere risultati concreti in merito alla comunicazione “Verso una Strategia tematica sull’Uso Sostenibile e la gestione delle risorse”; alla comunicazione sulla “Politica Integrata dei Prodotti”, mirata a ridurre l’impatto sull’ambiente dei prodotti e dei servizi; alla comunicazione “Verso un approccio comune di gestione dei rischi naturali e tecnologici” ed alla comunicazione “Ambiente e Salute” che rappresenta un quadro di riferimento per le politiche intese a proteggere la salute e a migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Durante il Semestre avranno luogo in ambito internazionale numerosi eventi di rilievo: la Conferenza dei Ministri dell’Ambiente ASEM (riunione dell’Asia-Europa); la Conferenza delle Parti della Convenzione di Barcellona sul Mediterraneo; la Terza Riunione delle Parti sui Corsi d’Acqua Transfrontalieri; la Sesta Conferenza delle Parti della Convenzione UNCCD sulla desertificazione.
 
 
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