LIFE+: NUOVO STRUMENTO FINANZIARIO A FAVORE DELL’AMBIENTE - Sud in Europa

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LIFE+: NUOVO STRUMENTO FINANZIARIO A FAVORE DELL’AMBIENTE

Archivio > Anno 2006 > Settembre 2006
di Micaela FALCONE    
Nel corso degli ultimi anni l’impegno dell’Unione europea a favore dell’ambiente si è concretizzato in molteplici interventi che hanno consentito l’integrazione della tutela ambientale con gli obiettivi delle strategie di Lisbona e Goteborg, tese ad implementare una economia europea in grado di affiancare efficacemente la crescita e la coesione sociale allo sfruttamento razionale e alla gestione sostenibile delle risorse naturali, riducendo progressivamente gli impatti negativi di tale sviluppo sull’ecosistema. A sostegno delle iniziative avviate sulla base dei programmi d’azione ambientale, in particolare del vigente VI Programma intitolato “Ambiente 2010: il nostro futuro, la nostra scelta” (adottato con decisione 1600/2002/CE), i crescenti finanziamenti stanziati dalla Comunità a favore dell’ambiente hanno significativamente contribuito a realizzare gli strumenti necessari ad affrontare la difficile sfida di garantire che i principali target di crescita risultino integrati sistemicamente con gli obiettivi fissati in campo ambientale, relativi alla riduzione del cambiamento climatico e della perdita di biodiversità, al miglioramento della salute e qualità della vita, alla gestione sostenibile delle risorse e al riciclaggio dei rifiuti. Va ricordato, infatti, che inizialmente la politica ambientale dell’UE era finanziata esclusivamente dagli Stati membri, attraverso investimenti che nel tempo si sono rivelati inadeguati a realizzare i necessari interventi di carattere transfrontaliero. È così maturata la consapevolezza dell’esigenza di una piattaforma finanziaria predisposta dall’UE sulla quale fondare, programmare e realizzare iniziative a medio e lungo termine dirette a ridurre il degrado am-bientale attraverso l’implementazione di attività di ricerca, innovazione e sviluppo delle tecnologie ambientali in tutti gli Stati membri. A tal fine l’UE ha progressivamente adottato diversi ed articolati programmi finanziari suddivisi per settori di intervento e coordinati dalla DG Ambiente con il supporto informativo della Agenzia Europea dell’Ambiente, che hanno integrato e supportato le iniziative nazionali portando a risultati apprezzabili. Rilevante, tra questi, è il programma LIFE (Financial Instrument for Environment), istituito con Reg. CEE 1655/2000 al fine di contribuire all’integrazione degli aspetti ambientali nelle diverse politiche comunitarie, suddiviso in tre sezioni tematiche: Ambiente, Natura, Paesi Terzi. Attraverso il cofinanziamento di progetti pilota e progetti dimostrativi il programma LIFE ha finora contribuito significativamente ad incentivare la sperimentazione di nuove tecnologie in ambito ambientale, mirando a colmare, attraverso la allocazione di circa 640 milioni di euro, le lacune esistenti tra i risultati delle attività di ricerca e sviluppo e la loro applicazione su ampia scala (technology transfer). Accanto al LIFE, numerosi programmi di tutela dell’ambiente si occupano di diverse aree tematiche inerenti a sviluppo urbano sostenibile (come l’Agenda 21 locale per interventi su scala sub-nazionale), promozione delle ONG ambientaliste e supporto per le autorità locali e regionali, risparmio energetico (come i programmi “Energia Intelligente per l’Europa” e i progetti SAVE II, ALTENER) e trasporti “puliti” (progetto STEER a carattere generale ed il recente CUTE - Clean Urban Transport for Europe), conservazione degli habitat naturali e dei boschi (programma Forest Focus), scambio di buone pratiche con i paesi mediterranei (tra gli altri il COOPENER projects sull’energia), tutti in linea con le indicazioni fornite dal quadro generale del citato VI Programma d’azione ambientale 2002 - 2010. Tuttavia, le valutazioni condotte sulla base delle esperienze acquisite con la realizzazione di questi programmi hanno evidenziato, a fronte dei positivi risultati raggiunti, rilevanti difficoltà di gestione e coordinamento, dal momento che ciascun programma e strumento finanziario comporta procedure di applicazione e amministrazione differenti. Queste considerazioni, anche in vista dello scadere del programma LIFE, hanno fatto emergere l’esigenza di razionalizzare, semplificare e raggruppare gli attuali programmi di sostegno destinati all’ambiente sulla base di nuovi obiettivi politico-strategici in campo ambientale in un unico strumento di assistenza, ancora in corso di elaborazione. Tale progetto, che si inserisce nel quadro delle prospettive finanziarie delineate dalla Commissione per il periodo 2007-2013 (COM(2004)101 e COM(2004)487), rappresenta il principale punto di forza ed il carattere innovativo dell’attuale approccio delle istituzioni comunitarie alle problematiche ambientali, poiché consentirà di snellire e rendere più trasparente il processo decisionale, attraverso un unico complesso di regole relative alle procedure di finanziamento ed attuazione. Pertanto, se da un lato si intende riunire alcuni dei programmi esistenti, dall’altro, è prevista l’assegnazione di obiettivi di tutela ambientale anche ad altre politiche comunitarie, distribuendo diversamente alcuni dei settori di intervento in passato compresi nei programmi ambientali: la componente relativa alle tecnologie ambientali e all’innovazione eco-compatibile dell’attuale programma LIFE, ad esempio, sarà integrata nel Programma quadro sulla Competitività, mentre i contributi alle convenzioni internazionali in campo ambientale saranno integralmente assegnati ai fondi di assistenza esterna. Nell’ottica di questa riorganizzazione degli strumenti finanziari per la politica ambientale, il 27 giugno scorso il Consiglio ha adottato a maggioranza qualificata una posizione comune in merito all’adozione di un regolamento da parte di Parlamento europeo e Consiglio, relativo ad un nuovo strumento per l’ambiente: LIFE+ (L’Instrument Financier pour l’Environement: Promouvoir L’Union Soutenable). Questo programma è destinato ad operare in settori in cui emerge il valore aggiunto di un contributo erogato a livello comunitario. A tal fine si è inteso concentrare le competenze di LIFE+ al finanziamento di quelle attività di indirizzo e coordinamento la cui maggiore efficacia deriva proprio da una gestione uniforme a livello comunitario sovranazionale: attività volte a sostenere progetti di approcci strategici innovativi, a consolidare la base delle conoscenze per la formulazione, la valutazione e il monitoraggio della legislazione ambientale in modo da svilupparne le capacità di attuazione, migliorare la governance ambientale e le azioni di sensibilizzazione, promuovere il collegamento in rete, l’apprendimento reciproco e lo scambio delle migliori pratiche tra Stati membri (cfr. 3° considerando e art. 1 della Proposta di regolamento di Parlamento e Consiglio 2004/0218 COD). In questa prospettiva, LIFE+ è articolato in due macrosezioni: “Attuazione e governance” e “Informazione e comunicazione”. La sezione “LIFE+ Attuazione e governance” è strutturata in modo da promuovere azioni volte ad acquisire le conoscenze necessarie ad una efficace formulazione e integrazione delle politiche ambientali. È prioritario, in tal senso, ampliare le attività di ricerca sulla base di indicatori comuni e sistemi di monitoraggio uniformi a livello europeo in grado di fornire dati ed indicazioni esaurienti sullo stato dell’ambiente. Solo attraverso una approfondita comprensione delle relazioni tra i diversi comparti (aria, acqua, suolo) nonché delle relazioni di causa-effetto tra le attività antropiche e l’ecosistema sarà infatti possibile realizzare efficaci interventi di tutela e prevenzione. È opinione comune che presupposto imprescindibile di tali interventi siano lo scambio di buone pratiche ed una base di nozioni consolidate sul piano europeo, nonché la condivisione di dati, la diffusione di risultati e la creazione di reti informative tra le autorità amministrative e giudiziarie degli Stati membri, in modo da colmare uniformemente le attuali lacune delle legislazioni ambientali nazionali e potenziarne l’efficacia. La sezione “LIFE+ Informazione e comunicazione” è invece finalizzata ad implementare attività di informazione, comunicazione, sensibilizzazione e dialogo per rafforzare il processo di appropriazione delle politiche ambientali comunitarie, con particolare attenzione all’obiettivo di accrescere la partecipazione attiva ed informata dei cittadini al processo di formulazione, ma soprattutto di attuazione e rispetto delle politiche per la salvaguardia dell’ambiente. Questa duplice impostazione consente di destinare i finanziamenti a diversi tipi di azione: studi, indagini, elaborazione di modelli e di scenari; monitoraggio; assistenza allo sviluppo di capacità; formazione, workshop e riunioni; collegamenti in rete; piattaforma per le buone pratiche; campagne di sensibilizzazione; azioni di informazione e comunicazione; dimostrazione degli approcci e degli strumenti di orientamento politico. La complessiva dotazione finanziaria per l’attuazione dello strumento LIFE+ è pari a 2.190 milioni di euro per un periodo di sette anni, dal gennaio 2007 al dicembre 2013. I finanziamenti, nello specifico, saranno distribuiti secondo una programmazione pluriennale sotto forma di convenzioni di sovvenzione - concesse sulla base di accordi-quadro di partenariato e partecipazione a fondi e meccanismi finanziari - e contratti di appalto pubblico per l’acquisto di beni e servizi relativi ai settori della comunicazione, preparazione, attuazione, monitoraggio, controllo e valutazione dei progetti. Beneficiari saranno le autorità nazionali, regionali e locali, gli organismi specializzati previsti dalla legislazione comunitaria, le organizzazioni internazionali e non governative che lavoreranno sotto la guida e la supervisione della Commissione. In caso di stanziamenti supplementari, i programmi finanziati attraverso LIFE+ saranno aperti alla partecipazione dei paesi terzi, in particolare i paesi candidati all’adesione all’UE, i paesi dei Balcani occidentali e i paesi EFTA membri dello Spazio economico europeo. L’accoglimento della proposta di regolamento da parte della Commissione conferma la consapevolezza e la responsabilizzazione dell’UE nei confronti dell’allarmante degrado ambientale ed apre la strada ad un approccio nuovo, sistematico, razionale e proporzionato alle esigenze che si sono delineate nell’ambito della tutela del nostro ecosistema.
 
 
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