LE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI BRUXELLES - Sud in Europa

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LE CONCLUSIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO DI BRUXELLES

Archivio > Anno 2006 > Febbraio 2006
di Irene PAOLINO    
Sono stati definiti nel Consiglio europeo svoltosi a Bruxelles il 15 e 16 dicembre 2005 gli orientamenti politici del futuro dell’Unione europea. Fondamentali nello sviluppo delle politiche europee dovranno essere i valori della solidarietà, giustizia sociale e sostenibilità.
Molti sono stati i punti all’ordine del giorno. Ne vediamo nel dettaglio solo alcuni: approccio globale in materia di immigrazione, lotta la terrorismo, cambiamenti climatici, crescita e occupazione, adesione all’Unione della Macedonia ed infine le prospettive finanziarie 2007-2013.
Di fronte alla crescente importanza delle questioni migratorie per l'UE e i suoi Stati membri e ai recenti sviluppi che hanno fatto aumentare la preoccupazione dell'opinione pubblica in alcuni Stati membri, il Consiglio auspica un approccio equilibrato, globale e coerente alle politiche di lotta all'immigrazione clandestina e la cooperazione con i paesi terzi che sfrutti i vantaggi della migrazione regolare. Il Consiglio europeo, infatti, sottolinea l'importanza di una risposta globale e proporzionata alla minaccia del terrorismo e la strategia antiterrorismo dell’UE per impedire la radicalizzazione e il reclutamento nelle fila del terrorismo, per proteggere i cittadini, per perseguire i terroristi ed indagare su di loro.
Per quanto riguarda la strategia dell'UE sui cambiamenti climatici, il Consiglio accoglie con favore il risultato positivo della Conferenza dell'ONU sui cambiamenti climatici, tenutasi a Montreal, che fa progredire i lavori svolti nell'ambito della convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, ivi compresa l'attuazione del protocollo di Kyoto e dei suoi meccanismi flessibili, e avvia discussioni su un'azione cooperativa a lungo termine per far fronte ai cambiamenti climatici. I rapidi cambiamenti dell’economia mondiale rendono necessarie riforme economiche, la modernizzazione sociale e le politiche ambientali sostenibili per far fronte efficacemente alle sfide e alle opportunità legate alla globalizzazione e all'evoluzione demografica. A tale proposito, il Consiglio europeo sottolinea l'importanza dell'innovazione, della tecnologia dell' informazione e delle comunicazioni, della ricerca e del capitale umano, in particolare per quanto riguarda le PMI, per conseguire livelli più elevati di occupazione, di produttività e di crescita sostenibile nell'Unione europea, nel contesto di politiche macroeconomiche sane. Per questo, i piani nazionali di riforma degli Stati membri ed il programma comunitario di Lisbona della Commissione avranno un ruolo fondamentale nel rafforzamento della governance complessiva della strategia di Lisbona. In particolare, in applicazione dei principi di sussidiarietà e di proporzionalità e all'importanza del rispetto dell'acquis comunitario, il Consiglio rileva che un miglioramento del quadro normativo dell'Unione europea, a livello comunitario e di Stati membri, costituisce l'elemento fondamentale per la crescita e l'occupazione.
In base agli impegni assunti da tutte le istituzioni, comprese le disposizioni dell'accordo interistituzionale "Legiferare meglio" del 16 dicembre 2003, il Consiglio europeo riconosce l'importanza di ulteriori lavori riguardanti la riduzione degli oneri per le imprese e i cittadini attraverso la semplificazione e l'esame; il sistema comunitario riveduto di valutazione d’impatto e il metodo comune in ambito UE per la valutazione dei costi amministrativi della legislazione. Il Consiglio Europeo sottolinea quanto sia importante assicurare il corretto funzionamento del mercato interno, anche per quanto attiene ai servizi. Prende atto dei progressi compiuti riguardo alla "direttiva servizi" e attende con interesse, nella prospettiva di mantenere un ritmo sostenuto, la proposta modificata della Commissione.
In merito alla domanda di adesione all'Unione europea presentata dall'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, significativi sono stati i processi compiuti da tale paese verso l'adempimento dei criteri politici stabiliti dal Consiglio europeo di Copenaghen nel 1993 e dei requisiti del processo di stabilizzazione e di associazione definiti dal Consiglio nel 1997. pertanto, alla luce dell'analisi svolta dalla Commissione, il Consiglio europeo decide di accordare lo status di paese candidato all'ex Repubblica jugoslava di Macedonia, tenuto conto in particolare dei sostanziali progressi compiuti nell'integrare il quadro legislativo relativo all'accordo quadro di Ohrid, nonché dei risultati da essa conseguiti dal 2001 nell'attuazione dell'accordo di stabilizzazione e di associazione (comprese le relative disposizioni in materia di scambi). Nel settore delle relazioni esterne, sono state accolte con favore l'adozione, da parte del Consiglio, degli Stati membri, della Commissione e del Parlamento europeo, del "consenso europeo sullo sviluppo", che fornisce all'Unione una visione comune di valori, obiettivi, principi e mezzi per lo sviluppo.
Dulcis in fund, il Consiglio europeo ha trattato le prospettive finanziarie 2007-2013. Le nuove prospettive finanziarie, che riguarderanno appunto i sette anni tra il 2007 e il 2013, dovrebbero essere elaborate per un'Unione europea comprendente 27 Stati membri in base all'ipotesi di lavoro che la Bulgaria e la Romania aderiscano all'Unione nel 2007. Il nuovo quadro finanziario dovrebbe fornire i mezzi finanziari necessari per far fronte efficacemente ed equamente alle sfide future, interne ed esterne, incluse quelle risultanti da disparità dei livelli di sviluppo nell'Unione allargata sarà trattato dal Consiglio come un pacchetto globale di negoziato che comprende le spese, le entrate e la clausola di revisione, e le politiche concordate dovrebbero essere coerenti con i principi di sussidiarietà, proporzionalità e solidarietà e dovrebbero fornire inoltre un valore aggiunto.
Le nuove prospettive finanziarie dovrebbero raggruppare le spese in 5 rubriche intese a rispecchiare le priorità politiche dell'Unione, che prevedano la necessaria flessibilità nell'interesse di un'efficace allocazione delle risorse. Le rubriche sono: rubrica 1a) - competitività per la crescita e l'occupazione; rubrica 1b) - coesione per la crescita e l'occupazione; rubrica 2 - preservazione e gestione delle risorse naturali; rubrica 3 a) - libertà, sicurezza e giustizia; rubrica 3 b) - altre politiche interne; rubrica 4 - l'UE come partner globale; rubrica 5 – amministrazione.
La rubrica 1a) dovrebbe fornire un adeguato finanziamento delle iniziative adottate a livello europeo a sostegno di ed in sinergia con l'azione svolta dagli Stati membri per contribuire agli obiettivi della strategia di Lisbona. Tali iniziative sono raggruppate nei seguenti cinque obiettivi generali: ricerca e sviluppo tecnologico, interconnettere l'Europa mediante reti UE, istruzione e formazione, promuovere la competitività in un mercato unico pienamente integrato e agenda per la politica sociale. Lo smantellamento degli impianti nucleari sarà anch'esso finanziato nell'ambito di questa sottorubrica, e le conseguenze finanziarie di questo impegno saranno allineate con i trattati di adesione.
La rubrica 1b) riguarda la politica di coesione per conseguire l'obiettivo previsto dal trattato di ridurre il divario tra i livelli di sviluppo dei vari Stati membri e regioni. Il recente allargamento ha avuto l'effetto – come lo avrà quello a venire – di accrescere notevolmente i divari economici e sociali a livello sia regionale sia nazionale, evidenziando così la necessità di mantenere la realizzazione della coesione economica e sociale saldamente al centro degli obiettivi politici dell'Unione nel periodo delle prossime prospettive finanziarie.
La rubrica 2 copre l'agricoltura, lo sviluppo rurale, la pesca e un nuovo strumento finanziario per l'ambiente e comprendono i fondi trasferiti dalla sottorubrica 1b. Le somme trasferite per sostenere misure di sviluppo rurale ai sensi dei predetti accordi non sono soggette alle norme relative al cofinanziamento nazionale e alla spesa minima per asse stabilite nel regolamento relativo allo sviluppo rurale.
La rubrica 3 riguarda il settore della libertà, sicurezza e giustizia ed include una serie di questioni che si riferiscono specificamente alla tutela e ai diritti dei singoli cittadini. Esso prevede la definizione di una politica comune in materia di asilo, immigrazione e controllo delle frontiere che assuma un approccio comune più efficace di fronte a problemi transfrontalieri come la immigrazione clandestina, la tratta di esseri umani, il terrorismo e la criminalità organizzata, che promuova i diritti fondamentali e sviluppi la cooperazione giudiziaria civile e penale. È un settore che continuerà sicuramente a crescere d'importanza per sostenere l'azione degli Stati membri.
La rubrica 4 dispone di un'ampia gamma di strumenti per aiutare a ridurre la povertà mondiale. Le azioni e politiche esterne dell'Unione sono raggruppate principalmente negli strumenti seguenti: preadesione, stabilità, cooperazione allo sviluppo e coo-perazione economica, vicinato e partenariato europeo nonché aiuto umanitario e assistenza macrofinanziaria.
La rubrica 5 riguarda appunto le spese amministrative, in considerazione delle spese connesse all'allargamento, dell'aumento dell'attività operativa e dell'effetto del nuovo statuto nonché dei risparmi resi possibili grazie a una maggiore efficienza ed economie di scala. Questa rubrica, fatto salvo l'approccio della formazione del bilancio per attività attualmente utilizzato nella stesura del bilancio annuale, stabilirà la soglia per le spese amministrative di tutte le istituzioni. Il principio della disciplina di bilancio si applicherà in modo uguale a tutte le istituzioni.
L'importo totale massimo delle spese dell'UE a 27 per il periodo 2007-2013 è 862.363 milioni di EUR in stanziamenti di impegno, che rappresentano l'1,045% dell'RNL dell'UE. L'attuale quadro finanziario e l'accordo interistituzionale da stipulare tra il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione hanno ampiamente centrato l'obiettivo di garantire la disciplina di bilancio, un'evoluzione ordinata della spesa e agevoli procedure di bilancio. Il nuovo accordo dovrà perseguire gli stessi obiettivi e dovrebbe consentire il grado di flessibilità necessario per trovare un equilibrio soddisfacente fra disciplina di bilancio e efficace allocazione delle risorse. Ai fini di una sana gestione finanziaria, le istituzioni assicureranno per quanto possibile che siano lasciati disponibili annualmente margini sufficienti all'interno dei massimali per le varie rubriche e sottorubriche.
 
 
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