LA QUESTIONE CIPRIOTA. IL DIBATTITO CONTINUA* - Sud in Europa

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LA QUESTIONE CIPRIOTA. IL DIBATTITO CONTINUA*

Archivio > Anno 2004 > Dicembre 2004
di Augusto SINAGRA e Andrea CANNONE   

*Si pubblicano su richiesta degli interessati la missiva del prof. Augusto Sinagra, Ordinario di Diritto dell'Unione Europea nell'Università degli studi di Roma “La Sapienza”, e la risposta del prof. Andrea Cannone, Straordinario di Diritto internazionale nell'Università degli studi di Bari.



LETTERA DI AUGUSTO SINAGRA

Caro Andrea,
non è per avere l’ultima parola (non ci tengo e non do importanza alla cosa), ma vorrei che o prima o dopo delle tue precisazioni, venissero pubblicate queste mie sintetiche osservazioni sullo stesso numero di SudinEuropa.

1. Vi è un mio articolo, oltre a quello da te citato, sulla Rivista Trimestrale di Diritto Pubblico del 1991 (in lingua inglese). Poi vi è un mio saggio nel volume “La questione Cipriota: la storia e il diritto”, curato da me e da Zanghì, pubblicato dalla Giuffé nel 1999.
2. Che, secondo te, la statualità turco-cipriota non corrisponda “alla situazione reale”, è osservazione da rivolgere al Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan, al Presidente Bush, al Segretario di Stato Colin Powell e, tra i tanti altri, anche all’allora Ministro degli Esteri Lamberto Dini. Non a me. Che poi il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ritenga che lo Stato turco-cipriota difetti della “indipendenza”, è un giudizio estemporaneo che esorbita dalle competenze politiche del Consiglio di Sicurezza che abusivamente mette i piedi sul terreno giuridico. Tu lo sai bene.
3. Le forze armate turche sono presenti sull’Isola non “per godere i benefici offerti dal clima e dalle bellezze naturali dell’Isola”, come tu, con ironia che non condivido, osservi. Sono lì per evitare che si ripetano i massacri commessi in passato in danno della Comunità turco-cipriota; aspetto che vedo tu trascuri (che mi dici di Creta e di quello che accade alla locale Comunità turca?). Come vedo che nulla dici di quel bimbo turco-cipriota ucciso con 38 revolverate: faceva parte anche lui del “clima e bellezze naturali dell’Isola”?
4. Quanto ai miei giudizi “politici”, peraltro corrispondenti ai dati di fatto che valgono più delle opinioni, me li posso permettere e possono anche essere ben contestati. Ma vedo che tu nulla contrapponi.
5. È ben vero che l’art. 4 del Trattato di garanzia conferiva il diritto di intervento anche militare della Turchia (cosa della quale per fortuna vedo che non dubiti), al solo scopo del risabilimento dell’ordine delle cose. Puoi tu o altri garantire l’integrità fisica della Comunità turco-cipriota, ovvero il fatto che non si ripetano tentativi di colpi di Stato, ovvero che non si ripeta l’emarginazione della Comunità turco-cipriota, se le Forze Armate turche (almeno per questo certamente benemerite) abbandonassero l’Isola? Si può dire tutto quello che si vuole, ma quello che dici tu ed altri contrasta con quello che dice e pensa Kofi Annan (che forse non è l’ultimo cretino) il quale nel suo progetto di accordo, respinto dai greco-ciprioti, prevedeva e prevede il mantenimento della presenza militare turca.
Che poi tu ritenga che il Governo di Ankara approfitti di un “pretesto” per il mantenimento delle sue forze militari sull’Isola, peraltro richiesto da Governo turco-cipriota, è solo una tua opinione che rispetto ma non condivido.
6. Quanto alla questione dell’adesione di Cipro all’Unione Europea, vedo che tu con la consueta eleganza filo-greca, eviti il problema. La questione si pone solo e soltanto nei seguenti termini: a Cipro è in vigore la Costituzione del 1960 oppure no? Questa Costituzione impedisce l’adesione di Cipro a qualsiasi organizzazione internazionale della quale non faccia parte già la Grecia e la Turchia. Oppure, è in vigore l’attuale Costituzione greco-cipriota? Puoi decidere come vuoi, ma mi devi spiegare qual è la ragione misteriosa (ma sicuramente illecita) per la quale la Costituzione votata e approvata solo dai greco-ciprioti, dovrebbe vincolare anche i turco-ciprioti.
Non basta dire che il problema interessa i “costituzionalisti”. Mi riesce difficile immaginare come sia possibile una compiuta valutazione di problemi internazionalistici di questo tipo, se non si ha attenzione anche a quelli che sono i connessi problemi di natura costituzionale.
7. Sono lieto che tu almeno sia d’accordo circa le sofferenze subite dalla Comunità turco-cipriota. Con una precisazione, però: queste sofferenze non cominciarono nel 1974, bensì già negli anni 1962 e 1963.
Anch’io condivido l’esigenza di una soluzione di pacificazione anche se sono assolutamente convinto che la presenza delle cosiddette forze di pace dell’ONU sull’Isola, a tale effetto, contano quanto il due di coppe a briscola e sempre che la briscola “esca” a bastoni!
La garanzia, piaccia o non piaccia, è quella offerta e onorata dalle Forze Armate del Governo di Ankara.
8. Concordo sul fatto che “il dossier cipirota non costituisce proprietà personale di Rauf Denktas”, con una precisazione, però: esso non costituisce proprietà personale neppure del Leader greco cipriota. Vedi, mio buon Cannone, il diritto come tale o è puro esercizio mentale o è strumento di violenza; il diritto va coniugato sempre con un’esigenza di giustizia perché ad essa sola esso si deve rivolgere.
9. Da ultimo, se si riescono a superare i pregiudizi del “mamma li turchi”, arriveremo a capire quel che diceva Indro Montanelli: “quanto ancora bisogna sopportare dai greci e dopo tremila anni, per un Socrate o per un Platone”.

Confido nella pubblicazione di queste mie ultime osservazioni che, sono certo, Triggiani vorrà ospitare nella sua Rivista.



RISPOSTA DI ANDREA CANNONE


Personalmente non ritengo di aggiungere altro a quanto già detto e affido il tutto alle valutazioni dei lettori.
 
 
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