L'UNIONE EUROPEA ED IL GIAPPONE: PARTNERS GLOBALI PER LE SFIDE DEL NUOVO MILLENNIO - Sud in Europa

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L'UNIONE EUROPEA ED IL GIAPPONE: PARTNERS GLOBALI PER LE SFIDE DEL NUOVO MILLENNIO

Archivio > Anno 2005 > Aprile 2005

di Teresa Maria MOSCHETTA    
L’Unione europea ed il Giappone sono fra i più importati attori economici e politici sulla scena mondiale. In ambito economico, essi svolgono un ruolo fondamentale nelle transazioni commerciali e negli investimenti esterni detenendo più del quaranta per cento del prodotto interno lordo mondiale. In ambito politico, l’Unione europea ed il Giappone condividono valori fondamentali, quali il rispetto dei diritti umani, la democrazia e lo stato di diritto avvertendo, pertanto, la responsabilità di promuovere e mantenere la pace e la sicurezza, nelle rispettive regioni e nel mondo intero, attraverso interventi concertati.
D’altro canto, i profondi cambiamenti intervenuti nel panorama internazionale nel corso degli ultimi quindici anni hanno evidenziato la necessità di creare nuove forme di cooperazione economica e politica al fine di creare i presupposti per una nuova fase di stabilità e sviluppo.
Le relazioni tra l’Unione europea e il Giappone trovano un importante momento di impulso nella Dichiarazione congiunta adottata il 18 luglio 1991 all’Aja. In questo documento, entrambe le Parti si sono impegnante a consultarsi su qualsiasi questione di politica internazionale ed a coordinare le rispettive posizioni rafforzando la loro collaborazione sia a livello bilaterale sia in seno ad organizzazioni internazionali. Al fine di assicurare una adeguata continuità al loro dialogo politico ed economico hanno, altresì, previsto diverse forme di consultazione periodica che si sono sostanziate in incontri a scadenza annuale tra i Presidenti del Consiglio europeo e della Commissione europea ed il Primo ministro giapponese, in incontri, a scadenza biennale, tra i ministri degli esteri dell’Unione europea ed il Ministro degli affari esteri giapponese ed incontri, a scadenza annuale, tra la Commissione europea ed il Governo giapponese.
Nel corso dell’ultimo decennio, l’Unione europea ed il Giappone, grazie al loro costante dialogo politico ed economico, sono stati in grado di sviluppare in maniera significativa le loro reciproche relazioni venendo a coprire settori sempre nuovi di intervento.
Nei Summit dell’Aja del 1997 e di Tokyo del 1998 si è posta particolare attenzione sull’importanza delle riforme economiche strutturali all’interno dell’Unione europea e del Giappone al fine di modellare l’integrazione globale e riflettere il loro accresciuto ruolo sulla scena internazionale. Nel Summit di Bonn del 1999, riconoscendo la crescente interdipendenza fra l’Unione europea ed il Giappone, si è annunciato l’intento di ampliare ed approfondire la loro partnership economica e politica. Intento che è stato specificato nel Summit di Tokyo del 2000 durante il quale si è posto l’accento sul bisogno di rafforzare la dimensione politica delle reciproche relazioni.
Il salto di qualità nelle relazioni tra Unione europea e Giappone si è realizzato, tuttavia, con il Summit di Bruxelles del dicembre 2001, durante il quale è stato adottato un articolato Piano d’Azione teso a rafforzare la collaborazione in determinati settori di intervento. Il Piano d’Azione ha, infatti, individuato la promozione della pace e della sicurezza, il rafforzamento della partnership economica e commerciale, il confronto con le nuove sfide a livello globale ed il ravvicinamento delle persone e delle culture quali obiettivi prioritari da realizzarsi nel successivo decennio. Questi stessi obiettivi che sono stati ribaditi e specificati nei successivi Summit svoltisi rispettivamente a Tokyo nel 2002, ad Atene nel 2003 ed ancora a Tokyo nel 2004. Sulla base di questo quadro negoziale l’Unione europea ed il Giappone stanno progressivamente sviluppando le loro reciproche relazioni seguendo tali fondamentali aree tematiche.
L’obiettivo della promozione della pace e della sicurezza a livello internazionale vede l’Unione europea ed il Giappone cooperare attivamente, ciascuna parte intervenendo nell’area geografica dell’altra. Il Giappone, ad esempio, sta finanziando nel continente europeo la ricostruzione della Bosnia e del Kosovo mentre l’Unione è impegnata nella Penisola Coreana attraverso il Progetto KEDO e l’assistenza umanitaria alla Corea del Nord grazie all’Accordo quadro sul commercio e la cooperazione concluso con la Repubblica di Corea ed entrato in vigore il 1 aprile 2001. Ma non solo. Durante il Summit di Atene del 2003 ed il Summit di Tokyo del 2004, l’Unione europea ed il Giappone hanno discusso di importanti questioni di politica internazionale quali il conflitto arabo israeliano, la situazione in Iraq ed Afghanistan, la proliferazione di armi di distruzione di massa e la lotta al terrorismo dando pieno sostegno alle iniziative assunte in seno alle Nazioni Unite.
In ambito economico, le relazioni tra l’Unione europea ed il Giappone stanno conoscendo una straordinaria espansione dinamica. Attualmente il Giappone è il terzo maggiore esportatore nel mercato dell’Unione europea e l’Unione europea è il secondo maggiore esportatore in Giappone. In questo contesto, il 1 gennaio 2002 è entrato in vigore l’Accordo di mutuo riconoscimento con il quale ciascuna parte si impegna ad accettare il controllo di conformità dei prodotti operato dall’altra eliminando le barriere tecniche allo scambio di merci. Si sta, inoltre, negoziando un Accordo sulla cooperazione e le misure anticoncorrenziali che dovrebbe facilitare la cooperazione bilaterale nella soluzione di questioni connesse a casi di fusioni o acquisizioni. Un ulteriore importante aspetto delle relazioni economiche tra Unione europea e Giappone riguarda gli investimenti. Negli ultimi anni, l’Unione è divenuta la più importante fonte di investimenti stranieri in Giappone ed è rimasta nel complesso il più importante ricevente degli investimenti esteri del Giappone. L’espansione delle dimensione quantitativa delle relazioni economiche dell’Unione europea e del Giappone trova riflessi anche nella dimensione qualitativa. Dopo decenni di controversie commerciali, l’Unione europea ed il Giappone collaborano attivamente in seno all’Organizzazione Mondiale del Commercio e negoziano a livello bilaterale al fine di eliminare le cause di possibili ulteriori attriti. Un importante esempio di questa nuova tendenza riguarda il Dialogo per la riforma della regolazione, inaugurato nel 1994, che si sostanzia in un processo bilaterale in cui Giappone e Unione europea presentano le rispettive richieste tese ad eliminare i possibili ostacoli agli scambi ed agli investimenti derivanti dai loro regolamenti interni. Il dialogo riguarda non soltanto l’accesso ai mercati, ma anche altre importanti questioni come la politica per la concorrenza, gli investimenti e l’ambiente degli affari, e costituisce lo strumento più importante per il confronto economico fra l’Unione europea ed il Giappone. Importanti passi in avanti sono stati fatti con riguardo ai settori dei servizi, delle automobili e delle telecomunicazioni.
La lotta al terrorismo, l’attuazione del Protocollo di Kyoto per la riduzione dell’immissione di gas inquinanti, lo sviluppo sostenibile e la ricerca nel campo energetico e tecnologico sono soltanto alcune delle numerose questioni su cui l’Unione europea e il Giappone cooperano al fine di affrontare le nuove sfide a livello globale. A questo proposito particolarmente importanti sono le iniziative intraprese a sostegno delle iniziative internazionali sulla standardizzazione e le fonti di energia eco-compatibile e la negoziazione di accordi di cooperazione bilaterale in materia di scienza, tecnologia e uso pacifico dell’energia nucleare.
L’approfondimento delle relazioni tra l’Unione europea e il Giappone vede il coinvolgimento delle rispettive popolazioni in iniziative tese non soltanto alla integrazione economica ma anche alla integrazione sociale e culturale. Ormai da lungo tempo, la Commissione europea cerca di incoraggiare le iniziative commerciali delle imprese europee nel mercato giapponese. Al riguardo è utile ricordare come il Programma EXPROM del 1979 assiste le piccole e medie imprese fornendo loro informazioni e finanziamenti.
Recentemente si stanno facendo passi in avanti anche nel tentativo di ravvicinare le popolazioni in quanto depositarie di cultura. A questo fine, il Summit di Tokyo del 2002 ha designato proprio il 2005 come l’anno da dedicare alla promozione degli scambi diretti e dei contatti fra le persone. Nel corso dell’EU – Japan Year of people to people, la Commissione europea, gli Stati membri dell’Unione ed il Governo giapponese organizzeranno eventi ed iniziative in diversi settori, quali l’istruzione, la scienza, la tecnologia, la cultura, l’arte, l’economia, la politica e lo sport, al fine di migliorare l’intesa fra la società e la cultura europea e la società e la cultura giapponese.
L’ampio spettro di iniziative intraprese dall’Unione europea e dal Giappone, proprio all’inizio del nuovo millennio, mostra l’intento di affermarsi sulla scena internazionale come protagonisti influenti e credibili non solo per la loro forza economica ma anche e soprattutto per la capacità di sviluppare forme sempre nuove di cooperazione economica e politica.                                                                                                                     
 
 
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