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L'UNIONE EUROPEA CONCRETIZZA L'IMPEGNO PER UNO SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE

Archivio > Anno 2006 > Febbraio 2006
di Micaela FALCONE    
Lo scorso 11 gennaio la Commissione europea ha proposto una nuova Strategia tematica sull’ambiente urbano che, inserendosi nel quadro degli impegni assunti con il VI programma di azione ambientale per il periodo 2002-2010 (adottato con decisione 1600/2002/CE), intende supportare gli Stati membri e le autorità locali per migliorare l’efficienza ambientale nelle città europee.
La crescente attenzione rivolta dalle istituzioni dell’UE alle zone urbane – che si riflette nelle numerose iniziative comunitarie volte a incrementarne la sostenibilità – deriva dalla ormai acquisita consapevolezza che le città, oggi, rappresentano gli ambienti principali in cui si svolge e sviluppa la vita dei cittadini influenzando direttamente la loro qualità di vita. I cittadini, infatti, interagendo tra loro e nei confronti dell’ambiente circostante, producono effetti significativi su di esso modificandolo e, inversamente, risentono di tutte le situazioni di carattere sociale, ambientale ed economico che a loro volta caratterizzano gli ambienti di vita. La Commissione ha da tempo affermato, difatti, che “è nelle aree urbane, in cui oggi si concentra la maggior parte della popolazione, che gli aspetti ambientali, sociali ed economici sono maggiormente interconnessi” (COM(2001)264).
Già nel 1997 la Commissione aveva adottato la comunicazione “La problematica urbana: orientamenti per un dibattito europeo” in cui esprimeva l’intenzione di esaminare le politiche dell’UE in funzione del loro impatto sulle zone urbane e di migliorare l’integrazione politica a livello urbano. A questa comunicazione ha fatto seguito, nel 1998, l’adozione del Quadro d’azione per uno sviluppo urbano sostenibile nell’UE che, con lo scopo di aumentare la sensibilità verso le problematiche urbane e creare un maggiore coordinamento delle stesse a livello comunitario, prevedeva quattro obiettivi interdipendenti: migliorare la prosperità economica e l’occupazione nelle città, promuovere la parità, l’integrazione sociale e il rinnovamento nelle aree urbane, tutelare e migliorare l’ambiente urbano, contribuire a un’efficiente gestione urbana e al rafforzamento dei poteri locali.
Sulla scia di queste iniziative, la nuova strategia tematica sull’ambiente urbano (SEC(2006)16) trae a sua volta origine da una ampia consultazione (i cui esiti sono stati presentati durante il Consiglio del 14.10.2004) relativa ad una prima analisi dei problemi più urgenti da affrontare nelle aree urbane e, sulla base dei risultati prospettati nella Comunicazione Towards a Thematic Strategy on the Urban Environment (COM(2004)60), propone interventi su quattro temi prioritari: “gestione urbana sostenibile, trasporto ur-bano sostenibile, edilizia urbana sostenibile e progettazione urbana sostenibili e, inoltre, la diffusione di buone pratiche e l’eventuale istituzione, su scala europea, dell’obbligo di adottare, a livello locale, piani in materia”.
Quest’ultimo aspetto rileva, in particolare, in considerazione delle peculiarità proprie di ciascuna area urbana che, differenziandosi per gli aspetti storici, geografici e climatici, nonché per le condizioni giuridiche ed amministrative, necessita di soluzioni differenziate ripensate e programmate sulla base delle specifiche esigenze locali. Proprio in tal senso, secondo il principio di sussidiarietà, gli interventi più efficaci vanno individuati ed attuati dalle autorità regionali e locali. Pertanto, le istituzioni comunitarie, nell’esercizio delle competenze residue che da tale principio derivano all’UE, con questa strategia hanno inteso coordinare, promuovere e supportare – da un punto di vista sia amministrativo che finanziario – la diffusione delle migliori pratiche disponibili per il raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità urbana, incentivando soprattutto un efficace collegamento in rete e uno scambio di esperienze tra città.
È fondamentale, secondo la Commissione, che le autorità locali dispongano di un accesso più agevole alle soluzioni esistenti in modo da individuare buone pratiche adatte alla propria realtà urbana e, del resto, un approccio di tipo sistemico può consentire di valutare meglio a livello globale e affrontare in modo più efficace, a livello locale, i problemi esistenti in materia di sostenibilità ambientale. Contributo comunitario in tal senso è rappresentato dal Quadro comunitario di cooperazione (decisione 1411/2001/CE) nell’ambito del quale la Commissione sollecita e finanzia lo scambio di informazioni ed esperienze tra enti ed autorità locali dei diversi Stati membri.
A questa iniziativa si affiancano attività analoghe nell’ambito del nuovo regolamento LIFE+ (COM(2004)621), della politica di coesione e del Programma quadro per la ricerca, che promuovono progetti pilota e dimostrativi comprensivi di numerose questioni attinenti all’ambiente urbano. In concreto, la Commissione partecipa al finanziamento del “progetto URBACT”: una rete pilota di punti di contatto nazionali istituita per fornire informazioni strutturate ed attendibili relative ai problemi sociali, economici e ambientali osservati nelle aree urbane. All’esito della valutazione dell’efficacia di questo progetto (prevista entro il 2006), la Commissione acquisirà i dati necessari per predisporre un Programma quadro europeo per lo scambio di esperienze in materia di sviluppo urbano, da realizzare nell’ambito della politica di coesione proposta per il periodo 2007-2013.
L’obiettivo generale delle misure proposte nella strategia in esame consiste nel contribuire ad una migliore attuazione delle politiche e delle norme comunitarie vigenti in materia di ambiente a livello locale, dal momento che solo un intervento integrato – attuato cioè a tutti i livelli e sulla base del coordinamento sinergico tra le diverse politiche regionali – può condurre a risultati apprezzabili, conseguibili sull’indispensabile presupposto del sostegno delle autorità nazionali degli Stati membri.
L’approccio alla gestione ambientale integrata delle aree urbane, che costituisce la prima e più importante misura di intervento suggerita dalla strategia, si basa sull’individuazione di obiettivi chiaramente definiti, accettazione delle responsabilità, sviluppo di procedure di monitoraggio dei progressi compiuti, consultazione pubblica, revisione, audit e rendicontazione.
Anche gli interventi nel settore dei trasporti rivestono un ruolo cruciale nel percorso verso la sostenibilità poiché incidono direttamente sulle criticità della realtà urbana, quali l’inquinamento atmosferico (che si ripercuote su un piano globale), il rumore, la congestione e i livelli delle emissioni nocive. La nuova strategia suggerisce interventi tecnici sui principali aspetti dei piani di trasporto locali; interventi tesi cioè a potenziare la qualità dei collegamenti pubblici non solo ai fini di una maggiore sicurezza e di un migliore accesso ai diversi servizi, ma anche volti ad individuare soluzioni idonee a conciliare le esigenze amministrative di pianificazione del territorio con la riduzione dei consumi energetici ed il controllo del rumore e delle emissioni di gas serra.
In tal senso, le autorità locali competenti sono chiamate a elaborare ed applicare, sulla base delle indicazioni comunitarie, dettagliati piani di sviluppo comprensivi di tutte le modalità di trasporto, sia di passeggeri che di merci, secondo una visione globale e a lungo termine basata su una puntuale programmazione dei fondi necessari per le infrastrutture e i veicoli a ridotte emissioni di CO2.
Anche le indicazioni per lo sviluppo di una edilizia urbana sostenibile, relative alla gestione degli appalti pubblici e all’adeguamento degli edifici esistenti, rappresentano un punto focale della strategia tematica proposta dalla Commissione per promuovere l’efficienza energetica, la biodiversità urbana, la protezione dei terreni e le norme sulle acque reflue, la gestione e il riciclaggio dei rifiuti.
Appare evidente che si tratta di una “strategia transettoriale”, che riguarda numerosi settori ed investe problematiche diverse. I piani di riduzione e di gestione urbana in essa previsti, riconducibili – per le finalità perseguite – agli obiettivi generali di tutela ambientale fissati dal VI Programma d’azione europeo, richiedono agli Stati membri un concreto impegno ad una stretta collaborazione tra i vari livelli amministrativi nazionali, regionali e locali per creare aree urbane sostenibili, tutelare l’ambiente e migliorare la qualità della vita nelle città.
Quest’ultimo aspetto è direttamente riconducibile al terzo settore di intervento individuato dal VI Programma d’azione 2002-2010, che evidenzia lo stretto legame tra ambiente urbano, salute e qualità della vita, sollecitando iniziative volte a proteggere il benessere dei cittadini attraverso il controllo, la gestione e la riduzione degli aspetti di carattere ambientale che possono influire negativamente sulla salute psico-fisica degli individui.
A tali obiettivi si rivolge anche un’altra importante iniziativa coordinata a livello comunitario: il progetto “Città Sane”, promosso dall’UE in collaborazione con l’Ufficio regionale per l’Europa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. L’idea di questa iniziativa è nata nel 1984 a Toronto (in occasione della Beyond Health Care Conference) sul presupposto che la città rappresenta il livello di governo più vicino alla popolazione, che in essa si concentrano e amplificano i problemi che influiscono sulla salute e sulla qualità della vita e che, pertanto, essa può esercitare un più efficace controllo sui fattori che influenzano direttamente l’ambiente e la salute e realizzare più adeguati interventi di tutela. Ogni città, difatti, con le sue singolarità, assume un ruolo fondamentale nel processo di cambiamento degli stili di vita e dei modelli di produzione, consumo e utilizzo degli spazi. Le sue amministrazioni rappresentano, di conseguenza, gli organismi più adatti ad affrontare efficacemente gli squilibri urbani interni in maniera integrata, olistica e sostenibile attraverso strumenti improntati all’intersettorialità e alla partecipazione comunitaria.
L’iniziativa Città Sane è parte integrante delle Conferenze europee sulle città sostenibili. La prima di queste conferenze, svoltasi in Danimarca nel 1994, ha portato alla firma della Carta di Aalborg, con la quale città e regioni europee si sono impegnate a: attuare l’Agenda 21 a livello locale; elaborare piani d’azione per uno sviluppo durevole e sostenibile; avviare una campagna di sensibilizzazione sulle problematiche locali legate alla tutela ambientale, alla salute e alla sostenibilità. Secondo la Carta di Aalborg, il compito principale degli enti locali è quello di integrare i principi di sostenibilità nelle rispettive politiche e tracciare appropriate strategie estese a tutti gli ambiti del processo decisionale locale, dall’inquinamento urbano, alle attività economiche, industriali e agricole, alla gestione delle risorse, del traffico e del rumore, alla sicurezza, al verde pubblico, agli squilibri architettonici, all’occupazione e ai sevizi di base.
Gli impegni assunti sono stati verificati e perfezionati nelle successive Conferenze europee delle Città sostenibili svoltesi a Lisbona nel 1996 e ad Hannover nel 2000, che hanno rappresentato un ulteriore impulso per nuove azioni locali coordinate a livello comunitario.
La fase operativa del progetto Città Sane (che oggi coinvolge più di 700 aree urbane) è stata avviata nel 1998 in occasione della Conferenza di Atene con la sottoscrizione della Athens Declaration for Healthy Cities. In essa si afferma un rinnovato impegno a migliorare la salute dei cittadini, delle donne, degli uomini e dei bambini sulla base dei principi guida fondamentali dell’equità, della sostenibilità, della cooperazione intersettoriale e della solidarietà, che devono progressivamente diventare valori imprescindibili alla base della comune visione per lo sviluppo della città.
La programmazione integrata per l’ambiente, la salute e lo sviluppo sostenibile si basa, secondo l’impostazione adottata ad Atene, sul monitoraggio dell’impatto delle azioni intraprese e sulla essenziale collaborazione tra i governi nazionali e regionali degli Stati membri. Solo attraverso una profonda conoscenza del territorio e delle potenzialità insite nei diversi contesti sociali e urbani è possibile delineare un riferimento informativo che consente di assumere le opportune scelte strategiche in merito alle nuove progettazioni.
Questa impostazione si ritrova integralmente nella strategia tematica sull’ambiente urbano, in cui il monitoraggio e la collaborazione tra istituzioni comunitarie e nazionali costituiscono due aspetti fondamentali: aspetti che rappresentano, al tempo stesso, presupposto e strumento per il miglioramento dell’efficienza ambientale delle città.
Al fine di acquisire dati aggiornati sulle aree urbane e monitorare l’efficacia della strategia, la Commissione intende avvalersi della collaborazione dell’AEA e di strumenti specifici di valutazione quali il programma INSPIRE (infrastruttura dell’informazione spaziale in Europa) e le iniziative GEO (Group on Earth Observation) e GMES (COM(2004)65). Inoltre, entro il 2006, è prevista la realizzazione di un ulteriore audit urbanistico con la successiva pubblicazione, da parte della Commissione, di una relazione basata sugli indicatori relativi alle condizioni di vita in città europee campione sugli aspetti economici, sociali ed ambientali.
Accanto a questa strategia la Commissione ha varato altre sei strategie tematiche che riguardano, nello specifico, l’inquinamento atmosferico, l’ambiente marino, l’uso sostenibile delle risorse, i rifiuti, il suolo e i pesticidi.
Tutte queste iniziative sono strettamente collegate tra di loro e richiedono l’attuazione di diversi piani di intervento nell’ambito di un quadro integrato d’azione riconducibile alle priorità individuate dal VI Programma europeo per l’ambientale.
Solo attraverso la creazione di sinergie tra i diversi ambiti strategici delle diverse politiche settoriali, infatti, sarà possibile conseguire gli obiettivi generali di tutela ambientale fissati dall’UE.
 
 
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