I BALCANI NON SONO LONTANI - Sud in Europa

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I BALCANI NON SONO LONTANI

Archivio > Anno 2005 > Dicembre 2005

di Vittorio CALAPRICE    
A pochi giorni dall’avvio dei negoziati di adesione con la Turchia e la Croazia, Limes - la Rivista italiana di Geopolitica - ha presentato presso la Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Bari l‘ultimo numero del quaderno speciale intitolato “I Balcani non sono lontani”.
La presentazione presso l’Università barese della più importante rivista scientifica nel settore ha incontrato i favori di un larghissimo pubblico di giovani universitari, di rappresentanti diplomatici dell’area balcanica, di operatori economici ed esperti in questioni internazionali.
Ad aprire l’incontro è stato il Magnifico Rettore Giovanni Girone che nell’occasione ha ricordato gli innumerevoli rapporti che legano l’Università con quest’area d’Europa, strategica per la Puglia sia nella collaborazione culturale che scientifica, nonché la realizzazione di numerosi progetti di ricerca, tra cui il CIRCEOS – Centro Interuniversitario per la Ricerca e la Cooperazione con l’Europa Orientale e Sud Orientale – che riunisce, oltre l’Università del capoluogo regionale, altre venticinque Università dislocate in quell’area.
È intervenuto, quale relatore, anche il Preside della Facoltà di Scienze politiche Luigi Di Comite il quale, nel ripercorrere con un’ampia analisi storica e politica la differente concezione tra area balcanica ed area jugoslava, ha richiamato taluni momenti che hanno legato storicamente – e spesso reso conflittuale – l’intero bacino adriatico.
Da questo crogiuolo di opportunità e divisioni che ha sempre rappresentato l’area balcanica Franco Botta, docente di politica economica presso l’ateneo barese, ha avviato la sua analisi economica, evidenziando i numerosi punti di sviluppo e di interesse con il territorio italiano. L’attenzione per i Balcani rappresenta un’irripetibile opportunità per l’Italia nel suo complesso, con particolare riferimento al settore industriale, commerciale ed in settori strategici quali le telecomunicazioni, le infrastrutture, le banche. La vicinanza geografica, l’interdipendenza in materia di sicurezza e flussi migratori, l’interesse condiviso a ridefinire la mappa della cooperazione nella regione, sono tutti elementi che concorrono a definire la rilevanza dell’intero Sud-Est europeo per l’Italia.
Italo Garzia, ordinario di relazioni internazionali e coautore con Franco Botta di un importante studio sull’argomento, dal titolo “Europa adriatica”, si è soffermato sulla ricchezza dei legami diplomatici che negli ultimi secoli si sono intrecciati nei vari Stati e nazioni dell’area balcanica, riflettendo pure sull’assenza di una progettualità politica nell’area e sulla lentezza da parte di organismi nazionali ed internazionali nell’individuare alcuni contenuti idonei a riempire questo “vuoto politico”. È toccato ad Ennio Triggiani, ordinario di diritto dell’Unione europea e coordinatore scientifico di Europe Direct Puglia, richiamare gli snodi politici fondamentali che hanno attraversato l’area balcanica nel processo di costruzione europea, indicando proprio in una rafforzata azione politica dell’Ue, nel quadro di un rinnovato impegno diplomatico delle istituzioni internazionali, lo scenario possibile dove risolvere il complesso schacchiere diplomatico balcanico.
Lucio Caracciolo ha infine chiuso il panel dei relatori affermando come i Balcani rappresentino – in un certo senso – la prova ontologica della mancanza dell’Europa nello scenario internazionale, sottolineando inoltre la disaffezione crescente degli stessi Balcanici verso l’Europa e come il più grande allargamento nella storia dell’Unione, passata da 15 a 25 membri senza i Balcani, sia stato vissuto dai suoi abitanti con un misto di speranze e delusioni.
Nel cuore dell’Europa rimane così un’area che, nell’immaginario dei cittadini europei, rappresenta soprattutto instabilità e conflitti. Saranno i Balcanici a riempire quel vuoto politico evidenziato dai vari commentatori?
Con questo dubbio (o auspicio) si sono chiusi i lavori, ai cui margini è stato data notizia della costituzione del Limes Club Bari, un centro di aggregazione e di studi aperto ad appassionati ed esperti di questioni internazionali, legato alla rete italiana dei numerosi Club afferenti alla Rivista Limes. Esso avrà sede presso il centro Europe Direct Puglia dell’Università di Bari.
 
 
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