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FILM FUND ANCHE IN PUGLIA

Archivio > Anno 2003 > Dicembre 2003
di Michele TRAVERSA    

Presto anche in Puglia sarà istituito un Film Fund, un fondo di sostegno alle produzioni audiovisive e televisive realizzate in gran parte in Puglia. Tutto questo grazie all'impegno della Film Commission istituita presso la Provincia di Lecce, che fa capo all'Assessorato alla Cultura capitanato da Remigio Morelli.
E' infatti in fase di valutazione un'indagine di fattibilità con l'obiettivo di dar vita ad un "Film Fund", che sarebbe il secondo in Italia dopo quello istituito dal Friuli-Venezia Giulia. L'intento è quello di allargare le attuali iniziative a sostegno dei giovani cineasti locali grazie a uno strumento che trasformi in "reddito per il territorio " il cinema, la TV ed i new media.
Quando il cinema diventa sinonimo di marketing territoriale, di solito c'è lo zampino di una Film Commission. Creano posti di lavoro, aumentano i flussi turistici, promuovono lo sviluppo locale e veicolano all'estero un'ottima immagine del territorio: le Film Commission, che spesso fanno capo a un ente locale, hanno il compito di incentivare in Italia le produzioni cinematografiche attraverso il supporto in fase di produzione, il reperimento di manovalanza, la selezione delle location, il disbrigo di pratiche burocratiche legate al rilascio di permessi.
Grazie alla presenza di una Film Commission anche presso la Provincia di Lecce, il binomio fra Puglia e cinema prende corpo e si avvia a diventare una leva strategica.
Questo significa creare le condizioni affinché, per fare uno degli esempi più eclatanti, l'interesse nei confronti di cultura e turismo nel Salento suscitato dai film di Edoardo Winspeare "Sangue Vivo" o "Il miracolo", non abbia il carattere degli "spot", un episodio legato a una stagione cinematografica particolarmente fortunata, ma diventi "sistema" per creare posti di lavoro e promuovere lo sviluppo della Regione.
Si stanno facendo moti passi avanti in tal senso, e intanto è stato avviato poco più di un mese fa il progetto European Coordination of Regional Investment Funds - Audiovisual (ECRIF - AV), finanziato nell'ambito di Interreg 3C, che si propone di costituire una rete associativa europea dei "Fondi territoriali pubblici per l'investimento nella produzione audiovisiva". Un esperimento fortemente innovativo che punta alla realizzazione di un coordinamento di fondi regionali per il finanziamento di audiovisivi.
La Provincia di Lecce è la prima in Italia a fare questa sperimentazione. Il soggetto capofila dell'iniziativa è "Wallimage", il Film Fund finanziato dal Ministero per l'Economia e lo Sviluppo della Regione Vallonia in Belgio, noto per aver coprodotto i film dei Fratelli Dardenne "Rosetta" (Palma d'Oro a Cannes nel 1999), e "Il Figlio" (Palma d'Oro per il migliore Attore a Cannes nel 2002). Wallimage, avvalendosi di professionisti anche italiani, assisterà la Provincia di Lecce nelle varie tappe programmate, fra cui workshops, databases, newsletters e scambi di professionisti; il tutto si concluderà nel novembre 2004 con un convegno di respiro europeo nel Salento.
In Europa ci sono 80 Fondi regionali di sostegno delle attività audiovisive, per un investimento annuo pari a 250 milioni di euro. Le immagini europee che scorrono sotto i nostri occhi sono state realizzate per quasi il 50% con il sostegno dei fondi regionali europei. Ma finora in Italia esisteva solo il fondo del Friuli Venezia Giulia, che gestisce appena 300mila euro. Per discutere delle opportunità offerte dai fondi regionali nell'Europa delle Regioni nell'ambito delle "Giornate Europee del cinema e dell'Audiovisivo", i principali gestori di fondi venuti da tutta Europa e i rappresentanti delle Regioni italiane si sono dati appuntamento il 24 e 25 novembre a Torino e il 26 novembre a Bruxelles, presso il Parlamento Europeo, per discutere del ruolo delle Regioni in questo processo. Fra loro, c'era anche l'assessore alla cultura della Provincia di Lecce Remigio Morelli, che ha parlato del progetto ECRIF e che il 26 novembre si è recato, con una delegazione composta da trenta personalità del mondo dell'industria, della finanza e delle amministrazioni locali e nazionali a Bruxelles, alla sessione plenaria della Commissione Cultura del Parlamento Europeo dove sono stati presentate le conclusioni scaturite dalle giornate di Torino.
L'evento è stato organizzato dalla Regione Piemonte e dall'Agenzia Antenna Media Torino, l'ufficio di rappresentanza in Italia - insieme al MEDIA desk con sede a Roma - del Programma Media dell'Unione Europea (programma comunitario di sostegno all'industria europea dell'audiovisivo che fa capo alla Direzione Generale istruzione e cultura della Commissione Europea).
Nel corso delle due giornate torinesi i professionisti del cinema, della televisione e la maggior parte delle istituzioni regionali ed europee di sostegno all'audiovisivo hanno esaminato questa realtà per offrire nuovi spunti e nuove idee per trasformare le Regioni in un vero motore della cultura in Europa.
L'Assessore Morelli a Bruxelles si è fatto ambasciatore delle potenzialità del Salento e della situazione esistente a livello cinematografico: "Rappresento questa Provincia, un territorio del Sud d'Italia, nell'estremo lembo meridionale della Puglia. Questa regione periferica è diventata una terra di frontiera, un crocevia di migrazioni balcaniche e africane - ha affermato -. Personalità come quelle di Winspeare, di Rubini, di Piva, di Albanese, di Barletti raccontano le nuove storie di questa frontiera europea, intrecciano le memorie della comune patria mediterranea con i popoli che sul mediterraneo si affacciano e che si spingono sulle nostre coste".
Fra le richieste fatte a Bruxelles è stata proposta la creazione di una rete fra le Film Commissions europee, ma soprattutto una più equa distribuzione di fondi alle Film Commission. "Le istituzioni politiche compiono ogni sforzo per sostenere lo sviluppo dell'impresa locale - ha sottolineato Remigio Morelli - ma crediamo che l'Europa possa fare di più, incrementando le misure di sostegno e favorendo, con adeguati investimenti economici, lo sviluppo della rete dei fondi regionali".
Buoni segnali giungono dal Governo, che sembra aver compreso l'immenso potenziale delle location e delle produzioni cinematografiche per la promozione dello sviluppo locale e delle attività produttive. E' intanto in via di approvazione un decreto attuativo della legge 488 per il sostegno alle nuove imprese, decreto che allargherà i benefici anche all'audiovisivo. Lo ha annunciato pochi giorni fa al Mifed il Sottosegretario alle Attività Produttive Giuseppe Galati. "Il ministero prende atto della ricaduta della produzione di film e fiction sugli altri comparti industriali - ha affermato Galati -. Un milione di euro spesi crea un indotto di 2,3 milioni di pubblicità, catering, strutture alberghiere, servizi, oltre ad attrarre il turismo. Paesi come Croazia, Turchia e Austria attraggano i set abbattendo i costi, noi possiamo puntare sulla qualità delle professionalità e sulla bellezza del patrimonio paesaggistico e artistico". Questa la linea del Governo, che è intenzionato coinvolgere gli enti locali attraverso le strutture di Film Commission, che parteciperanno infatti a un tavolo tecnico presso il ministero e si confronteranno anche con le strutture private. "Il tavolo tecnico - ha continuato Galati - vedrà che tipo di iniziative sostenere, dalla promozione all'estero grazie all'ICE ai centri di formazione del personale agli incentivi fiscali, ma si occuperà anche di eliminare gli ostacoli allo sviluppo". Viste le enormi potenzialità di queste strutture, oltre 250 rappresentanti dei gestori di fondi, delle categorie professionali dello spettacolo, delle Regioni italiane ed europee, dei Governi italiano, francese e belga, dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, di Enti e organismi federativi delle televisioni locali europee, si sono riuniti nel Workshop internazionale di Torino per esporre le loro best practices, fra cui si sono distinte le esperienze di eccellenza della Regione Friuli Venezia Giulia e della Regione Piemonte.
Le Film Commission devono infatti dimostrare i risultati del loro lavoro in termini di investimenti sul territorio, di indotto economico, di creazione di posti di lavoro e di aumento dei flussi turistici: il business del cinema e della televisione è un settore ad alta densità di manodopera, poiché le produzioni assumono generalmente sul posto tecnici, operai, comparse. Gli standard internazionali parlano di circa 40 posti di lavoro all'anno ogni 1,5 milioni di euro spesi dalla produzione sul territorio. La natura delle opere audiovisive rappresenta inoltre un volano di promozione turistica dello stesso territorio: lo dimostra il successo di film come "Io ballo da sola" di Bertolucci, che ha contribuito enormemente alla promozione del "Chiantishire" a livello internazionale, o del più casalingo Commissario Montalbano per quanto riguarda la Sicilia.
In ogni caso, è decisivo l'impegno degli enti locali (Film Commission e altri) e la loro capacità di pensare il prodotto cine-televisivo come strumento di marketing territoriale. Si potrebbe trarre spunto, ad esempio, dalla Regione Piemonte, che ha imboccato nel 2000 la strada della promozione e incentivazione alla produzione cinematografica e televisiva con la costituzione della Film Commission Torino, agenzia per la promozione e l'incentivazione della produzione cinematografica, televisiva e audiovisiva sul territorio regionale. L'attività di questi tre anni si è trasformata in ottantadue milioni di euro di investimenti, ottanta produzioni per il cinema e la televisione, 845 contratti per attori piemontesi, 1611 per tecnici.
Almeno 200 film, oltre 2.000 documentari e cortometraggi, centinaia di programmi televisivi regionali e nazionali sono prodotti ogni anno in Europa grazie ad un investimento complessivo di oltre 250 milioni di Euro provenienti da 80 Fondi costituiti nelle regioni grandi e piccole di quasi tutti gli Stati membri dell'Unione Europea a sostegno dell'industria cinematografica ed audiovisiva. E non si tratta solo film-maker alle prime armi, ma anche grandi nomi del firmamento cinematografico hanno usufruito dei fondi regionali per l'audiovisivo. E' il caso ad esempio di Lars von Trier, che ha potuto girare "Dogville" nel 2002 e "Dancer in the dark" nel 2000 grazie ai fondi di Trollhattän (soprannominata "Trollywood"), città industriale di 55 mila abitanti della Svezia meridionale, capitale della regione Västra Götaland, dove opera dal 1992 il fondo regionale "Film i Väst" (budget annuale di 7,5 milioni di Euro), che negli ultimi 5 anni ha finanziato 70 film. Stessa storia per i fratelli Dardenne, che hanno partecipato al festival di Cannes 2002 con "Le fils" vincitore del Premio per il miglior attore, grazie al Fondo Wallimage (budget annuale 3 milioni di Euro), basato a Mons nella Wallonie (parte francofona del Belgio), e per Margharete von Trotta, che quest'anno ha partecipato con "Rosensträsse" alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e al Festival di Montreal, con i potenti Fondi regionali di Monaco, Amburgo e Berlino (budget annuale complessivo 52,5 milioni di Euro).
Sono attualmente 149 fondi, sia nazionali che regionali, far cui 11 fondi di origine comunitaria, che sono distribuiti in 28 Paesi europei e che sostengono l'industria audiovisiva e cinematografica europea. Grazie a questi fondi sono stati istituiti 528 programmi di sostegno alle varie fasi dell'attività creativa, produttiva e commerciale legata alla realizzazione e sfruttamento delle opere audiovisive. Tra i 149 fondi elencati, in Europa figurano 80 fondi a carattere regionale, in costante crescita (di cui solo 1 in Italia, istituito nel 2003 dalla Regione Friuli - Venezia Giulia). Sono dati emersi da una recente indagine sull'industria europea dello spettacolo e dell'intrattenimento, svolta dall' Osservatorio Europeo dell'Audiovisivo di Strasburgo. Obiettivo dell'Osservatorio è migliorare lo scambio d'informazioni, ma anche favorire una migliore percezione e una maggiore trasparenza del mercato. Le sue attività completano quelle del Consiglio d'Europa nel settore dei media, in particolare quelle della sezione Media e di Eurimages. L'OEA raccoglie e divulga nei suoi Stati membri e in seno alla Commissione europea informazioni o dati a carattere economico, giuridico e finanziario sulle industrie del cinema, della televisione, delle videocassette e dei nuovi media.
 
 
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